NOTE TECNICHE

Non sono permesse riprese video e fotografiche, salvo accordi precedenti con la compagnia.

Lo spettacolo, della durata di circa 60 minuti, è adatto a tutti, e può essere rappresentato sia in teatro (sua sede naturale) che in spazi non convenzionali.

La compagnia è in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente ma sarebbe ideale la rappresentazione su un palco.
NEL GIARDINO DEI GLICINI

Al termine dell’esperienza di un tempo complessivo di tre anni in Asia, dalla raccolta di materiali e racconti originali, nasce questo spettacolo di parole, suoni, ventagli che ha trovato la sua naturale scenografia nei Musei di Arte Orientale.

Un cantastorie cinese spiega l’arte della narrazione al suo giovane di bottega. “Non serve saper leggere o scrivere, bisogna saper ascoltare e raccontare”. Un ventaglio diventa di volta in volta una spada, una lancia, una casa; un fazzoletto diventa carte o lettere o un "legno per richiamare all’ordine” per i momenti di maggiore pathos.

Accenni di un grande racconto. Per farsi ascoltare bisogna saper utilizzare la voce, ma anche mani e corpo e passi (mai casuali) e gli occhi e le sopracciglia. Narrare come si narrava. Cosi’ il Raccconto del giovane Tao, o la leggenda de I crisantemi verdi, o la storia de La Regina del lago Tung o de La principessa del giardino dei glicini, diventano un fascinoso prestesto per spiare dentro la bottega di un maestro cantastorie che insegna al suo giovane allievo, come realmente avveniva, nella notte in cui solennemente il ventaglio, il pezzo di legno e il fazzoletto vengono consegnati nelle mani del nuovo narratore.